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22 anni… miseriaccia come si invecchia!

Vecchiaia

foto Radio 3 Rai

Vi è mai capitato di sentirvi vecchi? Bene, oggi per me è uno di quei giorni.
Devo dire che il mio ventunesimo anno di esistenza su questa terra è stato senza dubbio il più intenso di tutti gli anni trascorsi fino ad oggi.
La fregatura è che io mi trovo a programmare gli anni della ma vita di pari passo al calendario, essendo nato il 3 gennaio. In poche parole, un anno solare corrisponde quasi esattamente ad un anno aldare.
L’anno che mi lascio alle spalle è un anno bello, pur con tutte le sue sfumature negative, tutte le preoccupazioni, gli scoraggiamenti, i momenti di tristezza ricorrente che lo hanno accompagnato. Bello perché non avrei saputo fare di meglio, non sarei riuscito a vivermelo meglio.
Proprio due minuti fa, sarà un caso o sarà una fissa mentale pre-compleannesca, ho notato due peli bianchi tra la barba… e questa volta non si tratta di uno strano riflesso della luce.
Lo prendo come un segno, il mio corpo cambia, invecchia, è il mio cervello che vorrebbe restare giovane a vita. Anche questo so non essere possibile, anche perché gli scienziati del Massachusetts dicono che l’uomo raggiunge l’apice intellettivo (per rapidità, capacità ed efficienza) proprio a 22 anni, poi comincia una parabola inversamente proporzionale agli anni che passano, ovvero: dai ventidue anni in poi più invecchi meno il cervello “connette”.
Devo fare presto.
Ho due libri in cantiere da ultimare e la laurea. Ecco gli obiettivi del 2008 e dei miei ventidue anni, ed il tempo già mi sembra pochissimo. Al lavoro!

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