A Palermo, per non dimenticare
Sono in partenza per Palermo. Con i ragazzi di Ammazzateci Tutti abbiamo organizzato un pullman.
PALERMO, 19/07/2009 - “Siamo a Palermo per dire che Paolo Borsellino è vivo, e lotta insieme a noi” E8217; quanto afferma, in una nota, Aldo Pecora, leader del Movimento antimafia “Ammazzateci Tutti, nato in Calabria dopo l8217;omicidio Fortugno.
Pecora, presente oggi a Palermo con Rosanna Scopelliti (figlia del compianto giudice Antonino Scopelliti, trucidato dalla 8216;ndrangheta il 9 agosto 1991) alla guida di una delegazione di cinquanta ragazzi calabresi presenti alla commemorazione del giudice ucciso, rilancia: “siamo venuti qui da tutta la Calabria per gridare che c8217;è un unico filo rosso che lega l8217;uccisione dei giudici Falcone e Borsellino all8217;omicidio del giudice calabrese Antonino Scopelliti, sostituto procuratore generale di Cassazione, ucciso poco prima di poter sostenere la pubblica accusa nel terzo ed ultimo grado di giudizio per il maxi-processo di Palermo, ai tempi del giudice Corrado Carnevale, noto anche come 8216;l8217;ammazzasentenze8217;”.
“Non è un caso – argomenta Pecora - che in meno di 12 mesi siano stati ammazzati tre 8216;magistrati simbolo8217;: il 9 agosto del 8216;91 il giudice Scopelliti, unico Pubblico Ministero ad opporsi al garantismo di Carnevale nel processo per la strage del Rapido 904 e che avrebbe certamente fatto di tutto perché la Cassazione non mandasse in aria il lavoro prezioso del pool di Palermo, già per metà smantellato nel processo di Appello. Poi gli artefici di tutto, i giudici Falcone e Borsellino, dopo che nel gennaio del 8216;92 la Cassazione rese definitivi i 2665 anni di ergastolo inferti a Riina ed ai boss di Cosa Nostra”.
“Falcone, Borsellino e Scopelliti - continua Pecora – sono stati uccisi perché la mafia voleva dare un segnale molto in alto, ed ordinare allo Stato di scendere supinamente a patti con essa”
“Ora, nel ricordarli tutti, seguiamo con molta attenzione i fatti di Caltenissetta e le dichiarazioni di Ciancimino junior. Sperando – conclude il giovane leader del movimento antimafia - di non apprendere mai dalle aule giudiziarie che uomini dello Stato possano esser scesi a patti con la mafia, anziché distruggerla, e che le vite di Borsellino e tutti gli altri possano essere state oltraggiate non una ma due volte”.

27 Luglio 2009 alle 23:41
http://paolofranceschetti.blogspot.com/ Che tu ci creda o no…
23 Agosto 2009 alle 18:01
Simpatico il blog della Franceschetti.