A proposito di De Magistris candidato…

Già alcuni 8220;mal di pancia8221; si sono avvertiti dopo la scelta di Sonia Alfano di candidarsi alle Elezioni Europee. Aggiunto ciò al fatto che AT è un movimento a-partitico, mi sono trovato costretto a chiederle di rimettere il mandato di coordinatrice regionale per la Sicilia e di membro del coordinamento nazionale di Ammazzateci Tutti. E come buoni amici abbiamo discusso - e tanto - a proposito della sua imminente discesa in campo.
Ma dato che nelle ultime 24 ore il mio cellulare ulula di critiche ed insulti da parte di decine e decine di associazioni, movimenti e singoli cittadini che in Calabria hanno sostenuto Luigi De Magistris (raccogliemmo più di 100.000 firme a sua difesa), con mobilitazioni, assemblee e sit-in, e che hanno (me compreso) appreso della sua candidatura con Di Pietro solo dalla stampa, ho inteso precisare alcune cose.
L8217;ho fatto in un8217;intervista oggi pubblicata da 8220;Il Giornale8220;. Ci tengo a ribadire una cosa: Luigi De Magistris è stato difeso perchè era nel giusto. Lo erano le sue inchieste, sottrattegli indebitamente perchè scomode. E, soprattutto, perchè se non avessimo tenuto accesi i riflettori a sua difesa l8217;avrebbero letteralmente triturato. Ma il tempo passa, e mentre io e molti amici stiamo ancora leccandoci le ferite, lui oggi ha fatto una scelta - autonoma, sottolineamolo - e se pur condivisibile o meno è una sua scelta.
Ecco l8217;intervista, a firma di Francesco Cramer:
ROMA - Aldo, di professione studente e leader del movimento anti ’ndrangheta Ammazzateci tutti, di cognome fa Pecora ma a De Magistris fa un «in bocca al lupo». Con un però.
Il vostro idolo s’è candidato con Di Pietro: vi siete parlati?
«Gli ho mandato un sms, “Buona fortuna8230; ”. Mi ha appena risposto: “Grazie!”. Tutto qui».
Deluso?
«Un po’. Avrei preferito una telefonata prima della sua discesa in campo. Saperlo così, dai giornali8230; Ci sentiamo un po’ traditi».
L’ultima volta che vi siete sentiti?
«Prima della manifestazione di piazza Farnese a Roma. Gli dissi: “Quando ti difendevamo noi davanti al Csm non c’erano né Grillo né Di Pietro”».
Ora è pure candidato: contenti?
«Mica tanto. Di Pietro, poi, è uno che i movimenti li smantella, li annienta».
E come?
«Ha fatto così pure con i girotondi. Pesca da lì per costruire il suo consenso».
Vuole sfruttare la popolarità di De Magistris?
«Certo, lo strumentalizza. Anche se potrebbe essersi portato in casa un cavallo di Troia».
Se l’aspettava la candidatura?
«Era nell’aria. D’altronde già alle politiche Di Pietro faceva la corte al pm ma poi arrivò il veto di Veltroni».
Tonino ha corteggiato pure lei?
«Sì ma risposi che in Calabria nell’Idv sono passate persone con cui non volevo avere a che fare».
Tipo?
«Franco La Rupa, indagato per mafia o Maurizio Feraudo, imputato per truffa e falso».
E lui?
«Disse: “Io, e non l’Idv, voglio fare qualcosa con te”».
Ma lei non abboccò.
«No, come rifiutai i corteggiamenti di Veltroni».
Pure?
«Mi offrì un seggio alla Camera: manco sapeva che non avevo neppure 25 anni. Declinai».
Torniamo a De Magistris: perché ha accettato la candidatura? Ambizioni personali?
«Temo di sì. Per noi resta una vittima».
A cui piacciono i riflettori.
«Sì. Di certo più del suo collega Salvatore Boemi: integerrimo ex procuratore aggiunto di Reggio Calabria, altra vittima che però ha sempre rifuggito la ribalta mediatica».
Ora De Magistris è meno credibile?
«Sono meno credibili le sue battaglie: che restano sacrosante nonostante i metodi, più o meno discutibili».
Adesso che farete?
«Continueremo la nostra battaglia contro tutte le mafie, con o senza De Magistris».
Ha ragione il pg di Torino Maddalena: «I giudici non si candidino perché danneggiano l’immagine della magistratura»?
«Ha ragione Montesquieu: separazione dei poteri. E ha ragione pure Mancino: chi sceglie la politica lasci la toga per sempre. Anche se8230; ».
Anche se?
«Viene da dire “da che pulpito”».
20 Marzo 2009 alle 13:20
scusi signor pecorao non ho capito il suo statement perche´si sente “tradito” ?
20 Marzo 2009 alle 13:21
e ogni tanto per cAMBIARE PUO´RISPONDERE A LE DOMANDE ?
20 Marzo 2009 alle 18:48
QUEL TALE MANCINO CHE NON SI RICORDAVA DI BORSELLINO !!???
20 Marzo 2009 alle 19:04
Lisa ho spiegato tutto, nell’intervista e nella premessa a questo post.
20 Marzo 2009 alle 23:17
L’Arena di Giletti fa male alla salute caro pecora…
21 Marzo 2009 alle 00:30
D’accordo con te sul fatto che ha snobbato un pò troppo il movimento ed i ragazzi che lo hanno sempre appoggiato nelle sue battaglie.
Sulla sua “discesa in campo” sono d’accordo con lui. Cosa doveva fare; lo hanno “distrutto”, “annientato” come pm e come giudice.Un tempo si usava il tritolo, adesso si usano altre “armi” e strategie Stessa cosa stanno facendo con Genchi.
21 Marzo 2009 alle 00:38
Caro Aldo, so che potresti sentirti tradito, ma De Magistris cosa poteva fare? Gli è stato privato di fare il lavoro che amava, proprio al contrario di Boemi, che per lo meno il magistrato lo fa ancora…L’unico modo che aveva per portare avanti le sue battaglie era proprio quello di entratre in politica…Per quanto riguarda Di Pietro, anche io sono rimasto abbastanza deluso per gli errori commessi dall’ex pm di Mani Pulite in questi anni, ma sicuramente è il meno peggio, e non si può dire che non dia spazio alla “società civile” nelle sue liste…Lo stesso Salvatore Borsellino, rispondendo ad una mia domanda mi disse che se avesse avuto qualche anno in meno e fosse entrato i politica lo avrebbe fatto al fianco di Di Pietro…Per il resto credo che se al Parlamento europeo ci vadano persone come Sonia Alfano, Luigi De Magistris e Caro VUlpio, è meglio per tutti no?
21 Marzo 2009 alle 01:02
Un’ultima cosa caro Aldo, ma l’intervista dovevi rilasciarla proprio a “il Giornale”? Il quotidiano di Barlusconi ha tutti gli interessi a screditare De Magistris e Di Pietro…
21 Marzo 2009 alle 10:36
Caro Gionatan, Boemi il magistrato non lo può più fare… l’hanno praticamente costretto a fare il coordinatore della stazione unica appaltante….
Ottimo pezzo Aldo, come sempre incisivo e come sempre riesci a essere il megafono di tutti noi!! Quello che hai detto tu è il pensiero di tutti noi
fr.n
21 Marzo 2009 alle 10:39
Aldo, mi colpisce negativamente leggere le tue parole. Parli di un De Magistris strumentalizzato da Di Pietro. Cosa credi che abbia fatto il giornale con le tue parole? Quando tra un mese avrai smaltito la sensazione di delusione, che questo episodio ti ha causato, rileggiti le domande che ti sono state fatte, e le risposte che hai dato e ti renderai conto anche tu di come sei stato usato per la campagna di discredito del Premier. Capisco la tua impulsività e la tua delusione a non giustifico le tue azioni. Potrai essere pro o contro Di Pietro, ma con le tue azioni sei stato un mezzo utile alla campagna di discredito di Berlusconi, berlusconiano per un giono, e quindi spero che questo sia stato solo un episodio, perchè un pezzo della mia stima l’hai persa.
21 Marzo 2009 alle 17:37
Solo una domanda ad Aldo Pecora: quello che dice può anche essere condivisibile, forse per l’interesse collettivo era meglio che De Magistris continuasse a fare quello che sa fare meglio, cioè il magistrato. Ma se siamo d’accordo che buona parte del parlamento, tutti i condannati, quelli che sono eletti da una vita e non sanno più che succede nel paese reale dovrebbe farsi da parte; poi chi ci mettiamo a palazzo Madama e a Montecitorio?
Come dire: società civile e mondo politico devono per forza, sempre e comunque rimanere separati, oppure la società civile ha, anche, il compito di fornire alle istituzioni i suoi migliori elementi per, ad esempio, far delle buone leggi?
21 Marzo 2009 alle 19:20
Su Boemi chiedo scusa, non ero ben informato. Però non posso negare che sono confuso…Io nelle battaglie per la legalità ho sempre sperato che tutti coloro che più o meno condividono le stesse idee potessero essere uniti un giorno:
Di Pietro e l’Italia dei Valori, Diego Novelli, Marco Travaglio, Francesco Saverio Borrelli, Elio Veltri, Nando Dalla Chiesa, Peter Gomez, Oliviero Beha, Giuseppe Di Lello, Paolo Ayala, don Luigi Ciotti e Libera, Rita e Salvatore Borsellino, Maria Falcone e la Fondazione Falcone, Tano Grasso, Aldo Pecora e Ammazzatecitutti, Addio Pizzo, Giorgio Bongiovanni e Antimafia Duemila, Saverio Lodato, Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Paolo Flores d’Arcais Beppe Lumia, Gianni Barbacetto, Giuseppe Giulietti e Articolo 21, Claudio Fava, Gherardo Colombo, Pino Masciari, i Meetup di Beppe Grillo, Roberto Saviano e tanti tanti tanti altri… Non dico uniti nello stesso partito, ma di formare una sorta di rete, di collaborazione su temi come Legalità, Giustizia, Questione Morale, Trasparenza e Libera Informazione…Sto sognando vero?
21 Marzo 2009 alle 22:44
Le candidature di de magistris, sonia alfano, carlo vulpio, spostano ancora di più l’asse dell’idv verso i valori che tutti noi condividiamo.
21 Marzo 2009 alle 23:57
Nel mio paese (3.000 abitanti) abbiamo raccolto più di 400 firme per l’ex pm De Magistris.
In quei giorni concitati siamo stati invitati da Aldo a Catanzaro (Hotel Benny): pensavamo di incontrare privatamente De Magistris ma lui ha preferito intrattenersi con Ruotolo e Vulpio fino a tarda sera.
Luigi De Magistris ci ha trattati con sufficienza, per poi darci il contentino cinque minuti e benedirci come una rockstar fa con i propri fans.
Quella sera capìì davvero di che pasta fosse davvero fatto il nostro eroe, e lo dissi anche a te giovane Pecora.
Meno male che ora te ne accorgi anche tu!
Comunque siano andate le cose ti stimo giovanotto, e passa a trovarci qualche volta!
Michele
22 Marzo 2009 alle 01:53
una domanda ad aldo pecora: se non sbaglio, il movimento ammazzateci tutti è un movimento contro tutte le mafie, giusto? e quindi chi mi spiega come può il portavoce nazionale del movimento ammazzateci tutti fare un’intervista al quotidiano del mafioso n.1 in italia, colui che reputa mangano un eroe, … ma stiamo scherzando? e poi contro chi se la prende in quest’intervista? contro un magistrato contro cui la casta ha fatto di tutto. Ma mi spieghi, sig, aldo pecora, vuole farci credere di essere stato cosi’ ingenuo da non accorgersi della strumentalizzazione che tale quotidiano (ed il suo capo) ne avrebbe fatto per screditare quel po’ di opposizione pulita che c’è in italia, … o ci sono altri obbiettivi? Io la faccio troppo intelligente per la prima ipotesi.
Cordialmente e con stima.
Michele Labriola
22 Marzo 2009 alle 04:18
Caro Aldo Pecora, tutti possono sbagliare.
Secondo te ha sbagliato De Magistris a candidarsi con Tonino Di Pietro.
Secondo me hai sbagliato tu a rispondere ai pennivendoli del Giornale, l’house organ della mafia.
Poi magari sbaglio io, non dico di no.
Ancora una piccola nota. Il potere e’ esercitato dalla politica che fa le leggi.
Se consideriamo l’Italia come un camion, allora lo sterzo, l’acceleratore, il freno stanno in Parlamento.
I “movimenti” fini a se stessi invece lasciano il tempo che trovano, sono una somma di passioni, mobilitazioni, idee enormi che producono minimi risultati.
Ancora con la metafora del camion, i “movimenti” vorrebbero muoverlo spingendolo a forza di braccia e guidarlo mettendosi davanti alle ruote.
Se la persone oneste non si candidano, se non entrano in politica, si lascia tutto lo spazio ai mafiosi, e poi lamentarsi e’ inutile.
22 Marzo 2009 alle 04:46
Caro Aldo, mi spieghi che cosa ci guadagna la societa civile, l’Italia, tu, gli italiani i calabresi onesti dal fatto che Salvatore Boemi e’ fuori dalla ribalta mediatica ? essendogli stato impedito di fare il magistrato ? Secondo la tua logica le persone capaci e oneste a cui gli viene impedito di lavorare dovrebbero starsene zitti, davanti a tutto, anche se, fermando le loro carriere, si calpesta la costituzione, la legge e si distrugge la democrazia. Io nel silenzio “integerrimo” non ci vedo niente di positivo. Quello che tu dici potrebbe forse avere senso se l’Italia fosse una democrazia liberale, ma putroppo non lo e’, spero che tu te ne sia accorto. Non e’ che il problema e’ solo la Calabria. Visto che anche tu vuoi fare il pm, che dire c’e’ da augurarti anche a te un silenzio integerrimo ? Eppoi scusami non si capisce se sei davvero ingenuo o ci marci, come si fa a rilasciare QUESTA intervista al “Il Giornale” ? sa veramente di vendetta e non fa proprio un bell’effetto. Cordiali Saluti, Giovanni
22 Marzo 2009 alle 05:11
Dovremmo festeggiare la candidatura di De Magistris alle elezioni europee.
Invece,come da copione, le stesse strategie che sono state utilizzate per delegittimare Falcone e Borsellino si sono rivelate ancora una volta vincenti. George Santayana scriveva, “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla.” Evidentemente il movimento antimafia ha bisogno di prendere ripetizioni.
Quando Giovanni Falcone cominciò a lavorare con Claudio Martelli – Martelli il delfino di Craxi, l’uomo che si è unito al coro mediatico contro Genchi, il politico che ha intascato un po’ di miliardi di lire in tangenti, tanto per capirci – è stato crocifisso come un venduto. Al contrario, Falcone era un abile stratega che sapeva come ottenere risultati concreti in un momento di isolamento istituzionale e professionale. Il suo lavoro a Roma permise alle sentenze di condanna del maxi-processo di bypassare Corrado Carnevale, il noto giudice ammazzasentenze. Anche la Procura Nazionale Antimafia è un’eredità di quegli anni.
Al contrario, il movimento antimafia si sciolse come neve al sole. Leoluca Orlando aveva accusato Falcone di tenere delle carte giudiziarie nei cassetti per paura di morire. Solo la strage di Capaci eliminò ogni dubbio sulla sua onestà. Alcuni erano perfino riusciti a convincere Sciascia che Falcone e Borsellino avessero interpretato il ruolo di “professionisti dell’antimafia,” facendoli passare per casi clinici affetti da manie di protagonismo giudiziario.
Falcone non aveva venduto la sua onestà a Martelli, e fino a prova contraria De Magistris non ha fatto nessun patto con il Diavolo – che i media italiani sempre più identificano con Antonio Di Pietro.
Se la storia insegna qualcosa, non aspettiamo che i Falcone e i Borsellino di oggi siano morti per stare al loro fianco.
22 Marzo 2009 alle 11:57
Io penso che Aldo Pecora abbia perfettamente ragione, e sono d’accordo con chi dice che ha difatti espresso un pò il sentimento comune che c’è qui in Calabria.
Una piccola riflessione la faccio anche io (che come Aldo ho sostenuto il magistrato De Magistris).
1- Considero assolutamente SBAGLIATO ad un anno dalla vicenda WHY NOT, scendere in politica, subito, così, a freddo. Voi parlate addirittura di giornale che strumentalizza le parole di Aldo (che poi vorrei capire che problema c’è, se fosse stato il riformista o repubblica Aldo avrebbe detto le stesse cose, a domanda si risponde), quando invece state spostando il tiro da una questione MOLTO più importante. LA CANDIDATURA DI DE MAGISTRIS NON VI SEMBRA UNA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA VICENDA CHE DA MAGISTRATO LO HA RIGUARDATO? Si criticano tanto le vedove e quant’altro che scendono in politica, E QUESTA DI UN MAGISTRATO CHE DA SUBITO SI BUTTA IN POLITICA NON LO E’?
2- Ha deciso di fare questo passo, bene, saranno fatti suoi, ringraziando Dio siamo in un paese libero e ognuno può scegliere di fare ciò che vuole della sua vita. Ma un uomo che è stato sostenuto da una intera società civile non dico italiana, ma almeno CALABRESE, secondo voi non avrebbe dovuto almeno consultarsi PRIMA di qualsiasi passo così importante con tutta quella gente che lo ha difeso a spada tratta dal linciaggio mediatico che c’era intorno a lui? Non si sarebbe dovuto sedere un attimino a discutere con quelle persone per cercare di capire INSIEME se era il caso o meno di scendere in politica?? Qui Aldo ha ragione da vendere. La scelta di De Magistris è assolutamente SUA. Non è della gente che lo ha sostenuto perchè a lui non glien’è fregato granchè di consultarsi! E che non venga adesso a farlo perchè ormai è troppo tardi, facile chiedere dopo, a cose fatte.
Ha preferito invece fare come la politica che ormai in Italia ha FALLITO, come la vecchia politica, con i vecchi metodi delle segreterie di partito. Si è fatto “calare dall’alto”, da Roma, da IDV… che tristezza…
Io da calabrese mi sento deluso e tradito. Avrei preferito De Magistris MAGISTRATO (anche in versione ridotta). E NON LO AVREI MAI VOLUTO ALLE ELEZIONI EUROPEE. Mi sembra troppo riduttivo.
Aldo e tutti voi di Ammazzateci tutti, sono con voi. Sei stato anzi molto corretto nel rispondere alle domande di questa intervista, si è capito benissimo il senso delle tue parole. De Magistris questa volta ha sbagliato.
michelemarini
22 Marzo 2009 alle 12:14
Aldo, sei stato strumentalizzato alla grande e per non fare offesa alla tua intelligenza viene da dire che hai preso una posizione ben precisa e sei diventato uno dei lacchè di berlusconi. Ma per non fare un’offesa alla tua integrità morale viene da pensare che tu sia un po’ ingenuo e stupido. Ma davvero stai dicendo che hai dato un’arma di propaganda così tagliente solo perchè ci sei rimasto male che non ti ha telefonato? Perdonami se te lo dico direttamente ma questa si chiama VENDETTA!
22 Marzo 2009 alle 12:55
D’accordissimo con michelemarini. Ma quale vendetta Angelo Garavaglia? e sopratutto quale strumentalizzazione!! Se qui c’è uno strumentalizzato quello è De Magistris come oggi dice il suo ex collega magistrato Guariniello, ecco cosa ha detto oggi:
“Premesso che parlo per me e non mi riferisco a nessun caso specifico, ritengo che un magistrato non possa passare direttamente dall’esercizio della sua professione alla politica”. E’ quanto ha dichiarato alle telecamere di KlausCondicio il giudice di Torino Raffaele Guariniello. “Si potrebbe pensare - ha aggiunto nel corso del programma - che un magistrato utilizzi le proprie inchieste per farsi pubblicita’ e questo e’ negativo. Qualcuno potrebbe chiedersi allora perche’ vengono effettuate certe inchieste? Forse per poi candidarsi? Sarebbe importante, a questo punto, che passassero almeno cinque anni prima che un magistrato scenda in politica, in modo tale da essere sicuri che le sue inchieste non diventino un traino per altri obiettivi. La nostra e’ una missione, una missione difficile. Una missione che consiste nell’applicare le norme di legge”. (AGI)
Guariniello dice una cosa giustissima. dopo un solo anno da tutto quel casino che è successo candidarsi è solo un modo per sfruttarne la popolarità dell’inchiesta e di questo mi dispiace perchè per me De Magistris così ne ha perso solo di credibilità personale. Alberico
22 Marzo 2009 alle 14:34
Sono d’accordo con Carmine, che scrive sopra.
Aldo quante volte hanno accusato anche te l’insulsa accusa di “amare i riflettori”?
Spero tu voglia riflettere e chiarire meglio.
Nel frattempo la mia fiducia in te è fortemente ridimensionata.
22 Marzo 2009 alle 17:20
Alberico e Michelemarini, la sottile differenza divedute riguarda allora il modo e il momento. Io come molti altri crediamo che nn ci sia più tempo per riflettere per fare le cose con calma, il vostro pensiero può essere corretto, ma in qesto momento occorre fare qualcosa prima che sia troppo tardi, prima che i finti partiti siano solo due (come voleva il piano di Rinascita Democratica della P2). L’errore di Aldo è enorme (dal mio punto di vista) perchè ha dato la possibilità ai Governanti collusi con la mafia di screditare uno dei pochi avversari. Daccordo o no sul modo e sui tempi si doveva esimere dal prestare il fianco a tutto ciò. Un conto è rimanere neutrali, un conto è fare un favore alla mafia.
22 Marzo 2009 alle 17:43
Aggiungo per meglio identificare il mio pensiero che sono strafelice che Benny Calasanzio Borsellino provi a diventare segretario del PD.
22 Marzo 2009 alle 22:55
Caro Aldo,
ho fatto tanti chilometri per ascoltare quello che avevate da dire in piazza Farnese ed ero orgogliosa di aver percorso tanta strada per esservi vicini.
Leggendo questa tua intervista anch’io mi sento tradita: da te
22 Marzo 2009 alle 23:10
Aldo Pecora si sente tradito da Luigi De Magistris perchè si candida DA INDIPENDENTE alle europee con Antonio Di Pietro.
A suo dire si sente tradito perchè dall’ IDV in Calabria SONO PASSATE (nota bene: quindi non ci sono più) persone come «Franco La Rupa, indagato per mafia o Maurizio Feraudo, imputato per truffa e falso».
INDAGATO e IMPUTATO….SONO PASSATE…
ebbene Aldo Pecora si sente tradito e lo comunica a tutto il mondo dalle pagine de IL GIORNALE, il quotidiano del mafioso per eccellenza in italia, colui che reputa mangano un eroe.
Caro Aldo…qui qualcosa non torna…
22 Marzo 2009 alle 23:34
Complimenti!
soprattutto per il mezzo scelto per esprimere le sue… perplessità! direi che uno più adeguato era difficile sceglierlo da parte sua, per fare capire che il garbato distacco tenuto da De Magistris nei vostri confronti era ed è motivato.
Se ho ben capito ogni uomo di valore dovrebbe rinunciare alla lotta dove il potere esercita le sue nequizie. Gli uomini di valore dovrebbero dedicarsi alle attività che si possono svolgere nei movimenti territoriali, ma soprattutto dovrebbero occuparsi di attività…. folcloristiche, e ogni loro scelta di lotta dovrebbe ottenere il vostro consenso preventivo.
Personalmente sono contento di questa sua intervista al “Giornale”
Auguri, per una sua nuova… eventuale “carriera”.
Max Stirner
22 Marzo 2009 alle 23:37
Caro MicheleMarini, secondo me è il caso di fare una riflessione che ancora non è stata fatta.Le tue ultime parole mi incitano a condividerla:
“2- Ha deciso di fare questo passo, bene,[...] Ma un uomo che è stato sostenuto da una intera società civile non dico italiana, ma almeno CALABRESE, secondo voi non avrebbe dovuto almeno consultarsi PRIMA di qualsiasi passo così importante con tutta quella gente che lo ha difeso a spada tratta dal linciaggio mediatico che c’era intorno a lui? Non si sarebbe dovuto sedere un attimino a discutere con quelle persone per cercare di capire INSIEME se era il caso o meno di scendere in politica?? Qui Aldo ha ragione da vendere.[...] Non è della gente che lo ha sostenuto perchè a lui non glien’è fregato granchè di consultarsi! E che non venga adesso a farlo perchè ormai è troppo tardi, facile chiedere dopo, a cose fatte.
Ha preferito invece fare come la politica che ormai in Italia ha FALLITO, come la vecchia politica, con i vecchi metodi delle segreterie di partito. Si è fatto “calare dall’alto”, da Roma, da IDV… che tristezza…”
Da quanto scrivi traspare una chiara delusione, figlia della mancata partecipazione alla scelta che lo ha portato a candidarsi alle Europee, questo è innegabile. Ma non vedo come abbia ragione da vendere Aldo a rivendicare, a nome del movimento che lo ha sostenuto, una sorta di principio di “prelazione”, perché è inutile rivoltare le parole come una frittata. Secondo me non avrebbe dovuto consultarsi con chi lo ha sostenuto, per un motivo più che naturale. Noi che lo abbiamo sostenuto, visto che anche io nel mio piccolo ho fatto il possibile, ci siamo schierati dalla sua parte non perché si chiama Luigi e fa il magistrato, ma perché le indagini che portava avanti stavano per essere insabbiate. E’ quindi il senso civico e la fame di giustizia che ha portato alla nascita di tutto il sostegno della società civile, non la solidarietà verso il soggetto De Magistris. Credi che Falcone avrebbe dovuto chiedere il parre di ogni persona che lo ha sostenuto prima di accettare l’incarico da Martelli?
Interessante è il discorso della strumentalizzazione della sua vicenda personale e delle sue inchieste. Quale ragione migliore per eleggere una persona se non il fatto che si è dimostrata non prona al potere dominante? Se le sue indagini hanno perso incisività non è per la sua scelta odierna, ma per le discutibili scelte passate, e purtroppo credo anche future, dell’elettorato. E’ l’attuale classe politica che ha fatto marcire il sistema, chi meglio di lui può dare un pochino di ossigeno?
Inoltre chi credi che sia più adatto a vigilare sulle modalità di distribuzione dei fondi europei se non lui?
Credi che De Magistris sia più utile in qualità di magistrato giudicante a Napoli dove era stato segregato? Se gli avessero lasciato la possibilità di continuare a fare il magistrato inquirente probabilmente non avrebbe neanche accettato.
E poi il discorso della visibilità: secondo me è viziato alla base. Qui si vuole affermare che lui ha ottenuto visibilità grazie alla sua sete di protagonismo: stupidaggini. Le notizie che salgono alla ribalta della cronaca hanno sempre un fine visto che il viatico per le masse, l’informazione televisiva, è in mano a poche persone. E’ indubbio che il sostegno popolare ha contribuito al clamore mediatico, ma insistere su questa notizia all’epoca aveva un suo fine.
Per concludere io credo che stiamo perdendo il nostro tempo, mentre ci arrovelliamo a discutere sulla can