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Ammazzatecitutti di nuovo nel mirino

Ammazzatecitutti in corteo a Bari

A Pasquetta c’è stato chi non ha avuto altro di meglio da fare che tentare di  distruggere il sito di Ammazzateci Tutti.
Pubblico un mio pezzo, già pubblicato sul sito del Movimento questa mattina.

Siamo pericolosi, diamo fastidio, e per questo qualcuno (o più di qualcuno) vuole zittirci. C’e chi già lo fa quotidianamente, ignorandoci forzatamente, complice di quel silenzio assordante che avvolge la Calabria e tutta l’Italia quando si parla non tanto di lotta alla mafia, quanto quando parli (o scrivi) di lotta ai poteri forti, alle lobbies massonico-politico-affaristiche-mafiose: lì allora sì che vieni “indicato” come una scheggia impazzita, da zittire, annientare, isolare, rendere innocuo.

Ed a te, a voi che state leggendo, a voi nuovi uomini d’onore che anche ieri avete assoldato qualche delinquente informatico magari a noi coetaneo per “bucare” questo sito internet rivolgo a nome di tutti noi una sonora pernacchia, degna del migliore Alberto Sordi.

Ai lettori, che si chiederanno cosa sia successo spiego, senza neanche perderci su troppo tempo, che ieri, giorno di Pasquetta, alle due del pomeriggio, il nostro sito internet è stato nuovamente preso d’assalto da un pirata informatico.
Non è la prima volta che capita una cosa del genere, infatti abbiamo notevolmente potenziato i sistemi di protezione hardware e software già un anno e mezzo fa, quando venne sferrato il primo attacco (quasi letale) al nostro forum telematico.
Non chiamateli hacker, che per loro cultura e filosofia non distruggono nulla, chiamateli lamer, cracker, o più semplicemente killer. Si, killer, perché è evidente che ormai qualcuno ha dato ordine di annientarci, ed altro modo non hanno che colpirci direttamente al cuore: la comunicazione, la diffusione e la condivisione delle informazioni, laddove internet è per noi di fondamentale importanza.

Ci siamo riusciti, in meno di ventiquattro ore siamo nuovamente on-line. Ma non basta, e non è escluso che tutto ciò non riaccada, magari anche in modo letale e definitivo.
Non siamo (e non vogliamo essere) certo al pari di banche, ministeri, agenzie internazionali, server dove i delinquenti del web si misurano per dimostrare la loro folle ed inconcludente bravura informatica. Non possiamo e non dobbiamo permetterci firewall e sistemi di protezione miliardari come i loro.

Denunceremo nuovamente tutto ciò, ma questa volta non solo alla Polizia delle Comunicazioni, ma anche al Prefetto ed alla Procura di Reggio Calabria.
Scriveremo raccontando di quanto sta accadendo intorno ad Ammazzateci Tutti anche alle autorità europee ed internazionali.

Lotteremo, con tutte le nostre forze, per difendere la nostra libertà d’espressione ed il nostro diritto ad esercitarla.

Non potranno mai zittirci tutti.

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