
Ciao a tutti, oggi parliamo di Partito democratico. Nello specifico dirò qualcosa su Agazio Loiero e sul Pd calabrese.
Lo spunto viene dal fatto che oggi a Cosenza il segretario uscente Dario Franceschini ha tenuto il suo “Discorso ai ragazzi del Sud”. Nel corso del suo intervento il candidato in corsa per le primarie ha parlato di legalità e sviluppo, chiedendo ai giovani di “prendersi il partito”. Ma il discorso, oltre che ai ragazzi del Sud sembrava essere rivolto soprattutto all’attuale classe dirigente del Sud, perché Franceschini, da politico navigato, ha toccato un nervo scoperto per il Partito democratico, specie nel Mezzogiorno, ovvero quello della questione morale, seppur connotandolo come mancanza di autorevolezza della politica. «Come fa una politica che ha perso autorevolezza – ha detto – a chiedere agli altri, ai cittadini, ciò che essa stessa non riesce ad essere? La politica chiede legalità ma spesso accetta l’illegalità. La politica chiede coraggio ma spesso non ha il coraggio di cambiare se stessa. Chiede sviluppo ma spesso non fa nulla per promuoverlo. La politica troppe volte chiede e non fa». «In questo momento – ha concluso il segretario del Pd – io avverto un disagio e, devo essere sincero, mi piacerebbe che lo stesso disagio lo avvertissero anche quegli amministratori che hanno gestito il potere e hanno fallito».
Mi verrebbe perciò da dire: Bravo Franceschini. Quasi quasi avrei voglia di prendere la tessera del suo partito e sostenerlo. Ma ci metto poco a capire che, alla fine, questi sono sempre da leggere come proclami da campagna elettorale. Ed ora vi spiego perchè.
A Franceschini fa eco la giovane eurodeputata Debora Serracchiani, sostenitrice del segretario uscente, che in una nota affidata alle agenzie scrive: <<per fare chiarezza è utile leggere i nomi di Bassolino, Loiero e Iervolino scritti in cima alle liste della mozione Bersani. Le persone non sono qualcosa di distinto dalle idee che incarnano e di cui sono simbolo - ha aggiunto la Serracchiani - e mi pare che la scelta di questi dirigenti come capilista sia perfettamente coerente con l’idea di Partito democratico che hanno in mente D’Alema e Bersani».
Ora, in tutta onestà, mi pare che anche Franceschini e la Serracchiani non possano andare mica poi tanto orgogliosi del sostegno di nomi come Nicola Adamo e Mario Pirillo, meno noti alle cronache nazionali ma certamente non a quelle calabresi.
Si sa, non ho mai risparmiato critiche - anche pesanti - al Governatore Loiero ed alla sua amministrazione, ma da qui ad accostarlo a Bassolino ce ne passa.
Loiero ha fatto tanti errori (non ultima proprio la gaffe su Ammazzateci Tutti in diretta radiofonica nazionale), ma ha dato corpo anche a provvedimenti seri e coraggiosi per i quali, da calabrese impegnato ormai da anni nel contrasto alla criminalità organizzata, non posso che dargli atto e merito. Penso, ad esempio, alla decisione di far costituire la Regione Calabria parte civile in tutti i processi contro la ‘ndrangheta, e - last but not least – la creazione della Stazione Unica degli Appalti, realtà ad oggi unica in Italia, nominandovi quale commissario un magistrato al di sopra di ogni sospetto, uomo di indubbia professionalità ed autorevolezza: il Procuratore antimafia Salvatore Boemi.
E mentre Bassolino in Campania non è stato neanche in grado di gestire l’emergenza rifiuti, Loiero all’Ambiente può vantare con orgoglio un ottimo assessore regionale che si chiama Silvio Greco, ed è grazie a lui (che ha reperito i fondi per l’invio del robot sottomarino) se oggi sappiamo – purtroppo – con certezza che in fondo alle coste di Cetraro si trova una delle decine delle cosiddette “navi dei veleni” fatte affondare dalla ‘ndrangheta negli ultimi vent’anni.
A ciascuno il suo.
Posted on 11 Marzo 2008 Comments (23)
Tags: articoli, beatrice borromeo, calabria, elezioni, emiliano morrone, francesco forgione, luigi de sena, maria grazia laganà, partito democratico, popolo della libertà, salvatore borsellino, santo versace

C’è qualcosa di nuovo oggi nella politica calabra, anzi, d’antico.
Le liste dei candidati alle elezioni politiche sono state presentate. La Calabria piange, anche se con qualche piccola, piccolissima, novità.
La novità numero uno è che ormai è ufficializzato il commissariamento del Partito Democratico in Calabria, dove al Senato Uòlter ha candidato capolista l’ex superprefetto di Reggio Luigi De Sena. E questo potrebbe essere il “nuovo”, se non fosse che dietro di lui ci sono i riciclati. L’antico è che nelle liste della Camera dei deputati compare ancora in posizione utile il nome della signora Maria Grazia Laganà, il che mi lascia sinceramente e non pacatamente basito. Ma di questo parlerò magari tra qualche giorno.
Debbo però apprezzare lo sforzo compiuto dal Pd di inserire tra le liste l’ottima Doris Lo Moro, ex magistrato, già assessore regionale alla sanità. Persona seria ed onesta e perciò incompatibile con la Calabria, meglio mandarla a Roma.
Sul fronte Popolo della Libertà compare tra le liste in posizione utile il nome di Santo Versace, fratello dello stilista Gianni e già membro (con nomina ad “Advisor“) del secondo governo regionale targato Loiero nonché suocero (così pare) della principessina Beatrice Borromeo, modella ed aspirante “giornalista politica” la quale da tempo si fa vedere in pubblico in compagnia del Versace jr.
Al Senato la Sinistra Arbobaleno ha candidato capolista l’uscente Presidente della Commissione parlamentare Antimafia Francesco Forgione, ovvero colui che si fece eleggere presidente anche con i voti di Pomicino e Vito…
Cosa ha fatto Forgione, calabrese eletto in Sicilia, contro la mafia in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia? Nulla, solo conferenze, interviste ed una relazione-shock sulla ‘ndrangheta figlia di un copia-incolla giornalistico. In termini legislativi e normativi il nulla più totale. Un motivo in più per non votarli.
P.S.
Il mio caro amico Emiliano Morrone, direttore de “La Voce di Fiore” e co-autore de “La società sparente“, ha proposto me e Salvatore Borsellino come nuovi Assessori comunali al suo comune (San Giovanni in Fiore). Una provocazione - ovviamente simbolica - di non poco conto, considerato quello che sta succedendo da quelle parti negli ultimi tempi.
P.P.S.
14 marzo. Beatrice Borromeo dice che “non sta con nessuno”. E’ lei stessa a precisarmelo con un sms sul mio cellulare.
Che dire, certamente una buona notizia per i suoi ammiratori (anche se, leggendo questo scoop, pare che la partita sia ancora tutta da giocare).
E diciamocelo: è bene anche per questo povero blogger, che ha così scoperto di averla tra i lettori dei suoi sproloqui.

Oggi “La Stampa” a pagina 9 mi cita tra i probabili-papabili candidati del Pd assieme a Rosanna Scopelliti alle prossime elezioni politiche, la notizia era apparsa anche ieri su “Il Quotidiano della Calabria”. Ci vogliono bene, bontà loro.
Voglio tranquillizzare però chi mi segue: tranquilli, non sono iscritto nè al Pd nè a nessun altro partito politico italiano. E non si tratta di un’altra fuga di notizie…. è bene precisarlo, visto che in Calabria diverse volte, soprattutto in casi giudiziari delicati, pare vada di moda perseguire chi cerca di indagare sotterfugi criminali di ogni sorta imputandogli “disinvolti rapporti con i giornalisti” (ogni riferimento al caso De Magistris è puramente causale).
In questi ultimi giorni sono stato “corteggiato”, da destra, al centro, a sinistra, non lo nego. E sono grato a chi evidentemente ritiene stimabile uno studente di 22 anni che cerca (a modo suo e per quanto nelle proprie possibilità) di invertire le leggi dell’ineluttabile in Calabria, ma smentisco una mia eventuale candidatura.
Tra l’altro, cosa non meno irrilevante, l’articolo 56 comma 3° della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che: “Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età“.
Non si può fare, dunque. O forse meglio, come cantava Gigliola Cinquetti, Non ho l’età….