Archive: politica

Di Pietro, conta fino a dieci.

Sia chiaro: non credo sia stato il clima di odio antiberlusconiano ad armare di statuetta contundente il quarantaduenne milanese che ha colpito ieri il Presidente del Consiglio Berlusconi, al quale esprimo piena solidarietà e ferma condanna dell’inqualificabile atto di violenza che lo ha visto vittima.

Certo è che se Berlusconi raccoglie tempesta, Di Pietro non è che predichi proprio bene.
Il leader di Idv dovrebbe, qualche volta, imparare a contare fino a dieci prima di parlare.

Franco Laratta su De Magistris

Il sostegno incontrato da Luigi De Magistris, in Calabria, è stato trasversale, anche da parte della buona politica. Tra tutti, il socialista Giacomo Mancini, la parlamentare antimafia di centrodestra Angela Napoli e Franco Laratta, per il centrosinistra. Per intenderci: la politica in Calabria non è tutta uguale, e sull’onestà e la serietà di gente come loro sei pronto a metterci la mano sul fuoco.
Proprio da Laratta ho ricevuto una lettera, che pubblico di seguito. Franco Laratta è un deputato del Partito democratico, entrato in questa legislatura nella nuova Commissione parlamentare Antimafia presieduta dal senatore Pisanu.

Caro Aldo,
ho letto la tua intervista al Giornale, e l’ho trovata sincera. Si capisce benissimo la tua amarezza.
La scelta di De Magistris di candidarsi alle Europee non poteva non ferire quanti come te lo hanno difeso, sostenuto, appoggiato. Molti in Calabria sono rimasti delusi dalla sua scelta. Soprattutto coloro che
hanno condiviso e sostenuto la sua battaglia contro qualsiasi forma di corruzione.
Nel suo impegno in Calabria, l’ho sostenuto anche io. E in diverse circostanze ho parlato della necessità di avere in Calabria magistrati coraggiosi e liberi da condizionamenti.  L’ho apprezzato come magistrato serio, discreto, riservato. Come dovrebbero essere tutti i magistrati. Poi ho cominciato a capirlo sempre di meno. Sin da quando ha cominciato ad apparire in tv, a ’scendere in campo’, ad essere protagonista sempre in primo piano.
Non l’ho capito affatto quando ho visto che indagava mezza Italia: dai leader politici calabresi, fino a Mastella, per arrivare al Presidente del consiglio Prodi (quell’avviso di garanzia a Prodi è stato uno delle cause del tracollo del Governo e della fine anticipata della legislatura); così quando ha teorizzato la Loggia di San Marino. Mastella e Prodi sono risultati estranei completamente alle indagini, la Loggia di San Marino non si è più capito cosa sia: scomparsa dalla scena; mentre ai politici calabresi indagati, ai manager, imprenditori, dirigenti  non abbiamo capito più cosa sia successo: alcuni di loro sono risultati del tutto estranei, altri attendono un processo.
A quel che sembra, il bilancio potrebbe essere: tutti indagati, nessuno colpevole. Devastante!!
Ma lasciamo da parte le indagini di De Magistris, la lotta fra procure (che pagine terribili!? Che regalo a Berlusconi), l’infinito fiume di intercettazioni, anni e anni di inchieste.
Quello che oggi non capisco è come possa De Magistris accettare di candidarsi ad una competizione elettorale quando è ancora nel pieno della bufera politico-mediatica-giudiziaria che l’ha visto attore, protagonista e vittima. Come mai, appena saputo dalla Procura di Roma di essere indagato, non ha ritirato la sua candidatura . O forse è stata annunciata, non a caso, il giorno prima della notizia dell’indagine a suo carico!?. Spero tantissimo che non sia così.
E poi: com’è possibile candidarsi nella stessa circoscrizione in cui un magistrato svolge fino al giorno prima la sua attività? Per smentire le accuse di sfruttare la sua popolarità ( ma c’è chi dice anche peggio), De Magistris avrebbe potuto chiedere di candidarsi in una circoscrizione diversa, magari nel profondo nord del Paese.
Candidatura comunque inopportuna quella di de Magistris, che getta un’ombra devastante sulla stessa magistratura, che fa venire dubbi e sospetti, che dà più forza e molti altri argomenti a quanti vogliono mettere sotto tutela la libertà del magistrato. A tutto questo, De Magistris avrebbe dovuto pensare bene prima. Il danno sarà enorme per tutta la maguistratura. Noi difenderemo sempre la libertà dei giudici e l’indipendenza della magistratura per come stabilito dalla Costituzione. Lo faremo in tutte le sedi possibili, lo faremo perchè in questo sta la possibilità che questo Paese torni ad essere libero e democratico, lontano dalla demagogia, dal populismo, dal cesarismo.  I rischi sono molti per la libertà in Italia, per la lotta alle mafie, alla corruzione, al malaffare.  Ed è proprio per questo che c’è bisogno di rafforzare il ruolo, l’indipendenza, l’autonomia della magistratura.
Caro Aldo, capisco la tua amarezza. L’ho sentita in tanti altri. Tu sai quante attese deluse ci sono state in questi anni in Calabria. Sai bene quanto si fa dura la lotta a tutte le forme di criminalità organizzata e di corruzione devastante. Ma non possiamo e non dobbiamo demordere. Assolutamente.

Ti abbraccio

Franco Laratta
deputato

Giampaolo Latella

Inauguro una nuova rubrica del blog, dedicata ai miei cari conterronei che sanno cosa vuol dire godersi la vita: i consulenti.
Sono un esercito di precari a peso d’oro; figli di papà e di mammà, nipoti e compari dei compari. Ognuno vale in base alla posizione professionale già ricoperta o al numero di voti che porta in dote.

D’ora in poi userò ogni mezzo, radio, tampa, tv, internet, per sputtanarli tutti.
Internet soprattutto. Google fiuta e indicizza tutto, per fortuna.
Utilizerò alcuni piccoli accorgimenti, tra tutti quello di indicare nel titolo del post nome e cognome dell’interessato, di modo che, una volta indicizzato dal motore di ricerca, scali sempre più la vetta e si proponga tra i primi risultati ottenuti digitando il nome e cognome dell’interessato.

E la prima puntata (approdata anche a Domenica In) la dedico a lui, Mister Centodiciassette, come gli oltre 117mila euro di indennità riconosciutagli dal Consiglio regionale della Calabria: Giampaolo Latella.
Latella, giovane rampollo e rampante reggino, oltre che giornalista e corrispondente per la Calabria di RTL 102.5, è anche Portavoce del Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova.

Piccola parentesi.
Ricordo con simpatia quando lo conobbi la prima volta. Fu Bova in persona a presentarcelo, quando più volte chiedevamo - poveri ingenui - come poter tramettere su Radio Forever, ovvero quella che doveva essere “la radio dei ragazzi di Locri”, voluta e creata su spinta dello stesso Bova.
<<Rivolgetevi a Giampaolo - ci disse l’Onorevole - preparate dei testi di quello che volete trasmettere e, se andranno bene, li passate assieme a lui in radio>>.
Prove tecniche di censura preventiva, insomma. Da allora la radio trasmette solo musica in playlist.

A proposito di censura… secondo voi mi terranno o mi epureranno a Domenica In, dopo l’esordio di cui sopra?
Si accettano scommesse.

Wanda Montanelli e l’ingratitudine di Di Pietro

Votantonio

Wanda Montanelli è una simpatica signora. Si interessa di cultura, arte e pari opportunità. E proprio in tema di pari opportunità ha portato avanti numerose battaglie fondando anche l’Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità.
L’ho conosciuta l’anno scorso a Creazzo (VI), in occasione di un convegno su Legalità e Giustizia organizzato dall’Italia dei Valori.
Wanda era già “nota” per aver intrapreso uno sciopero della fame in occasione della presentazione delle liste del suo partito, l’Italia dei Valori appunto (del quale è tutt’ora dirigente nazionale) nel 2006. Motivo della protesta era l’esclusione sua e di altri militanti “storici” del partito di Di Pietro dalle posizioni utili all’elezione in Parlamento.
Nonostante ciò ha sempre continuato a battersi per far crescere il suo partito, con dedizione e spirito di servizio. Ma la parola gratitudine sembra essere scomparsa dal vocabolario di Tonino Di Pietro, perché proprio oggi dalla rete vengo a sapere che la storia si ripete anche alla vigilia di queste elezioni: Di Pietro ha deciso di lasciarla fuori nuovamente, e lei ha iniziato da 6 giorni un nuovo sciopero della fame. Da una donna battagliera non mi sarei aspettato altrimenti.
Ma adesso, benché l’Italia dei Valori non sia certamente il partito per il quale voterei, ho voluto far sapere comunque a Wanda ciò che penso circa questa sua scelta.
Di Pietro ha candidato delle persone rispettabilissime, per carità, ha dato spazio a Beppe Giulietti (scaricato dal Pd) ed a Pancho Pardi, entrambi anche forti ellettoralmente ma estranei al suo partito.
Ma le persone non si misurano solo sulla quantità o sulla “mediaticità”, è sbagliato. Persone laboriose come Wanda, anche se dovessero valere soltanto il proprio personale voto, meritano quanto loro di sedere in Parlamento.

Cara Wanda,
ho deciso di scriverti perché vengo a sapere, attraverso il web, che hai deciso di intraprendere nuovamente uno sciopero della fame ad oltranza a seguito dell’esclusione tua e di tanti altri militanti dell’Italia dei Valori dalle posizioni utili all’elezione in Parlamento nelle imminenti elezioni politiche.
Il sol fatto che sia già la seconda volta, mi duole dirlo, è un ulteriore punto a sfavore di un partito che, per detta del suo leader, dovrebbe essere “il partito dei cittadini”. Ma tralasciando ogni valutazione di merito per questa campagna elettorale (non voterò più per il centro-sinistra date le candidature discutibilissime di alcuni personaggi in Calabria, anzi, credo che sponsorizzerò l’astensione attiva dal voto) e il ribadire il mio dissenso all’ennesima elezione-farsa (vedi legge elettorale) in meno di due anni, voglio comunque esprimerti il mio punto di vista, con tutta la schiettezza e - forse - la cinicità che, come sai, mi contraddistinguono.
Da cattolico so certamente che il digiuno è una delle più nobili forme di penitenza, di partecipazione fisica ad un dolore dell’anima, ad una ricerca interiore di spiritualità, ed al tempo stesso il digiuno è anche ricerca di qualcosa, un qualcosa di cui l’uomo ha sempre avuto “fame”.
“Beati quelli che hanno fame e sete della Giustizia perchè saranno saziati” (Mt. 5,6).
Considerato anche che siamo in periodo pasquale, d’obbligo citare il digiuno di Cristo nel deserto, tentato da Satana durante la Quaresima.
Ma il digiuno è anche una “prescrizione” di fede, un obbligo, come nel caso del mese del Ramadan per i musulmani. Un periodo da questi vissuto come intensa opera di purificazione interiore.
Fatta questa breve introduzione a carattere prettamente “religioso” ritorno ad essere l’Aldo Pecora di sempre, e lo faccio dicendoti che, a questo punto, ritengo inutile sottoporre il tuo corpo ad una sofferenza che rischierebbe di provocargli danni irreparabili.
Certo, il tuo digiuno matura in un contesto che contribuisce a renderlo una sublime forma di protesta, significante un patimento fisico e spirituale che ne esalta la dignità del gesto, ma al tempo stesso rischia di trasformarsi nell’ennesima umiliazione di quei Valori, veri, di quella credibilità ed impegno personale, veri, che tu e tanti altri simpatizzanti del tuo partito avete messo mattone su mattone nella costruzione di questo progetto.
Per cui mi sento di consigliarti di ripensare a se e quanto vale continuare a batterti dall’interno per migliorare una casa dove di fatti oggi da padrona vieni  espropriata e privata delle chiavi d’ingresso.
E’ la vita, purtroppo. Tu le dai e lei ti toglie. Ma non demordere: ci sarà sempre un De Gregorio di turno a renderti e rendervi Giustizia! ;-)

Ti abbraccio
Aldo

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