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Perché Di Maio e Casaleggio dovrebbero mettere subito Rousseau su blockchain (e non solo parlarne)

In campagna elettorale Renzi e Di Maio hanno parlato tanto di blockchain: frebbero bene a iniziare a entrarci davvero, tanto è gratis (e allontana i furbetti del taglia/incolla)

Perché Di Maio e Casaleggio dovrebbero mettere subito Rousseau su blockchain (e non solo parlarne)

Blockchain non è solo una cosa legato al mondo dei soldi, di bitcoin, ethereum, litecoin, ripple eccetera. Non è un qualcosa che ci farà diventare ricchi. Blockchain è tante cose e anche nessuna, dipende da come la useremo (e se la sapremo usare). Quello che è certo è che questo tipo di tecnologie sono basate su un elemento che sta sempre più venendo meno, in tanti settori, che è quello della fiducia. Fiducia è un termine che se ne porta dentro tanti altri, come la trasparenza, la sicurezza, l’efficienza, eccetera.

Blockchain e politica. Ovvero, il senso delle promesse

Prendiamo la politica, ad esempio. Qualche paese sta già pensando a come implementare blockchain nelle dinamiche di voto e, più in generale, delle elezioni.

Sul tema basta fare una ricerca su Google, non vi direi nulla di nuovo. C’è, però, un aspetto che alcuni forse stanno sottovalutando, direttamente collegabile alla politica e non tanto al momento del voto quanto alle fasi immediatamente precedenti e successive, ovvero alla formazione, mantenimento ed esecutività del consenso.

Mi spiego meglio.

Nel corso della appena trascorsa campagna elettorale per le elezioni politiche italiane, ad esempio, abbiamo sentito i vari Matteo Renzi, Luigi Di Maio, eccetera parlare di blockchain nei loro interventi. Ebbene, pensiamo anche solo a Pd e M5S: come mai proprio loro, giusto per essere pratici, non hanno scelto di dare un esempio tangibile di quello cui andavano parlando, facendo girare le loro app Bob e Rousseau sulla rete blockchain? Sarebbe stata una prova tangibile dell’interesse verso queste tecnologie, e soprattutto una garanzia granitica sulla democrazia interna alle loro organizzazioni nonché agli impegni presi con gli elettori-nodi della rete.

Su blockchain è impossibile modificare le cose di nascosto

Stiamo parlando di dinamiche tecnologiche nei confronti delle quali lo stesso Davide Casaleggio so essere molto esperto e attento.

Su blockchain, ad esempio, il programma elettorale del Movimento 5 Stelle non avrebbe mai potuto essere “editato” col taglia e incolla dopo le elezioni senza che nessuno se ne accorgesse o anche, perché no, che approvasse e validasse ogni eventuale edit/modifica.

Perché se è vero com’è vero che i social prima ti danno e poi ti tolgono, su blockchain il consenso è per sempre.
Come anche una screenshot.

@aldopecora

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