Connect with us

Festeggio l’Italia, così com’è.

Festeggio l’Italia, l’Italia indignata.
L’Italia dei ragazzi del ’99 e dei ragazzi di Nassiriya.
L’Italia di chi ci crede.

Festeggio l’Italia, l’Italia della lotta e della speranza.
L’Italia di Scopelliti, Falcone e Borsellino.
L’Italia di Moro, Ambrosoli e Alessandrini.
L’Italia a Piazza Fontana, l’Italia sul Rapido 904, l’Italia alla stazione di Bologna.
L’Italia a L’Aquila, a Reggio e Messina.
L’Italia in Irpinia, l’Italia sul Vajont.

Festeggio l’Italia, così com’è.

L’Italia della Ferrari e dei ragazzi di Bearzot.
L’Italia di Caravaggio e Mattia Preti.
L’Italia di Da Vinci e di Archimede.
L’Italia di Armani e di Versace.
L’Italia di Marconi e di Meucci.
L’Italia di Dante e Carducci.
L’Italia di Puccini, di Modugno, De André, Pavarotti, Ligabue e Jovanotti.
L’Italia del parmiggiano e della pizza, del pandoro e dei cannoli alla ricotta.

Festeggio l’Italia, così com’è.

L’Italia di don Milani e Peppino Impastato.
L’Italia di Pertini, socialista con le mani pulite.
L’Italia di Togliatti, comunista che ha amnistiato i fascisti.
L’Italia di Almirante, fascista che ha aggiustato i fascisti.
L’Italia di De Gasperi, cattolico che ci ha portati in Europa.

Festeggio l’Italia, così com’è.
L’Italia del Sud, sempre e comunque, perché i borboni non erano certo migliori di Berlusconi.
E perché se la Lega non vuole festeggiare, io so di stare dalla parte giusta.

Festeggio l’Italia, così com’è.

L’Italia del tricolore.
L’Italia della fantasia al potere.
L’Italia che lavora e l’Italia che un lavoro non ce l’ha.
L’Italia che ama, l’Italia che si incazza.
L’Italia di tutte quelle cose che ho dimenticato.
L’Italia che esiste e che resiste da molto più di centocinquant’anni.
L’Italia che non ha bisogno di celebrazioni, l’Italia dei popoli e non delle nazioni.

Festeggio l’Italia, così com’è.
Perché l’Italia mi appartiene.
Perché appartengo all’Italia.

Aldo Pecora
17 marzo 2011


More in Blog