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Fintech Five: Cosa cambia se Coinbase “flirta” con la SEC (e Ripple con Santander)

Dalla trattativa della piattaforma di criptovalute con la SEC alle prime mosse dell’italiana Nexi nel fintech, ecco cosa è successo nel mondo della finanza innovativa in sette giorni

Fintech Five: Cosa cambia se Coinbase “flirta” con la SEC (e Ripple con Santander)

  • Red

#1. Se Coinbase diventa amico della SEC…

Coinbase si fa sempre più ecosistema a sé. La scorsa settimana, come ricorderete, abbiamo detto del nuovo fondo di venture capital lanciato dalla piattaforma di exchange di criptovalute. Adesso, stando a quanto riportano il WSJ e altre testate statunitensi Coinbase nelle scorse settimane avrebbe incontrato più volte la SEC (l’authority per i mercati finanziari), avviando di fatto le trattative per ottenere l’autorizzazione ad operare come broker.

Certo, il ragionamento se considerare bitcoin o ethereum (cripto)valute o titoli azionari è un campo minato. Ma alla luce del proliferare delle ICO in un terreno privo di regolamentazione potrebbe spingere il regolatore a rivedere anche alcune sue decisioni passate.

Coinbase, peraltro, vorrebbe fare a breve la sua IPO a Wall Street. Se ciò dovesse accadere – e dietro le garanzie di azionisti quali Andreessen Horowitz e Greylock Partners – probabilmente alla SEC non dispiacerebbe per niente che l’exchange californiano facesse entrare nel proprio listino anche i nuovi token. Sarebbe un modo per iniziare a “controllare” le ICO, seppur indirettamente.

#2. Ripple flirta con Santander

Come r iporta Business Insider, l’istituto di credito spagnolo Santander realizzerà insieme a Ripple un’applicazione innovativa di money transfer per i propri clienti. Ad annunciarlo è stato Nathan Bostock, CEO di Santander Uk, dal palco dell’ultima edizione dell’International Fintech Conferencer.

In vero il flirt tra Ripple e l’istituto bancario non è cosa nuova. Santander, attraverso il suo fondo di venture capital, ha già investito per due volte nella fintech: 4 milioni nel 2015 e partecipando nel 2016 a un round più ampio da 55 milioni.

#3. I giapponesi non stanno a guardare

Nippon Life Insurance Company, la più grande compagnia assicurativa giapponese, ha investito 94 milioni di dollari nel NLI Strategic Venture Investment Fund, fondo controllato dalla sua società di gestione patrimoniale, Nippon Life Global Investors Americas, che investirà in fintech e in insurtech.

#4. E intanto in Italia…

Nexi ha acquisito Sparkling 18, fintech italiana che dal 2013 opera nel settore dei new digital payments, una delle 7 aziende al mondo che MasterCard ha annoverato tra i propri Platinum Digital Vendor. L’operazione, che per Nexi rappresenta la prima acquisizione di una startup, consentirà alla PayTech di accelerare la roadmap di sviluppo di soluzioni di pagamento via smartphone. Tra i clienti di Sparkling 18 ci sono realtà quali Eataly, Auchan, Rosso Pomodoro e Roadhouse, per i quali sono state sviluppate app che permettono esperienze di acquisto innovative e totalmente digitali.

A qualcuno potrebbe suonare nuovo questo brand, Nexi. Si tratta del vecchio Istituto Centrale delle Banche Popolari italiane S.p.A. (ICBPI), fondato nel 1939, che ha effettuato il rebranding in Nexi nell’autonno 2017. La società, presieduda da Franco Bernabé con Ad Paolo Bertoluzzo, fornisce attività di supporto alle banche popolari ed ha come suo asset principale il circuito CartaSì.

#5. In agenda: Un seminario su Smart Contract e ICO, a Milano

Segnaliamo un seminario di approfondimento interessante il prossimo giovedì 19 aprile, alle 9,00, presso lo Studio Legale Gattai Minoli Agostinelli & Partners. La tavola rotonda si inserisce nel ciclo “IP meetings” ed ha come focus principale le applicazioni blockchain in tema di smart contracts, naturalmente sotto il profilo giuridico-normativo. I lavori saranno guidati dagli interventi dei partner dello studio, Licia Garotti, Emanuela Campari Bernacchi e Andrea Calvi, e degli associati Marco Galli e Mattia Valdinoci. Ospiti della tavola rotonda Ignazio Rocco di Torrepadula (Credimi), Marta Ghiglioni (esperta legaltech), Gian Luca Comandini (Assobit), Matteo Masserdotti (CEO Two Hundred), Marco Bassini (Università Bocconi) e Federico Panisi (Università di Brescia).

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Aldo

 

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