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Rosy, non far girare quelle pale.

rosy-bindi_scortaLa notizia è che la Commissione parlamentare Antimafia sarà a Polsi, luogo di culto e di misfatti, il prossimo martedì. Bene.
La presidente Rosy Bindi, dopo aver spiegato che lì ogni anno si tengono i summit della ‘ndrangheta, proprio a Paola, in Calabria, nel corso di una manifestazione per il 25 aprile ha giustamente detto che la liberazione per noi calabresi sarà quella dalla ‘ndrangheta. Molto bene.
Quindi si va tutti a Polsi per dire a chiare lettere che quel luogo di fede, storia e tradizione è dei calabresi, dei fedeli e non degli ‘ndranghetisti. Benissimo.
I commissari antimafia, faranno come tutti i fedeli che ogni anno puntualmente si inerpicano in fuoristrada (i più fortunati) lungo le tortuose strade dell’aspromonte per poi proseguire a piedi sino al Santuario?
Risposta negativa: Rosy Bindi, Claudio Fava e la pattuglia di circa venti tra deputati e senatori con al seguito un discreto gruppo di collaboratori si recheranno a Polsi in elicottero, a causa del percorso stradale dissestato.
E poco importa se i voli rientreranno, come dicono, nel programma di addestramento del reparto Volo della Polizia di Stato, poiché presumendo che oltre a pilota e addestratore non possano viaggiare più di due politici per volta, è facile ipotizzare che saranno necessari almeno una decina di voli. Ovviamente andata e ritorno, si intende.
Il tutto per poche ore di sopralluogo, certamente molto significative, perché segnale eclatantemente tangibile di uno Stato che non gestisce il problema mafie come un’emergenza ma come una costante, ma a mio avviso pressoché inutili.
Perché? Perché, oltre a rappresentare nell’immaginario collettivo uno status symbol che scollerebbe sempre più i cittadini dalle Istituzioni, far alzare anche un solo un elicottero ha un costo considerevole ed ovviamente a carico dei contribuenti. Figuriamoci addirittura  farlo decine di volte in un giorno.
Piuttosto suggerirei ai commissari antimafia di non limitarsi a singole missioni lampo, ma di fare i bagagli e provare a vivere ciascuno in Calabria per almeno un mese. Solo così, vivendo questa terra nella sua quotidianità, forse comprenderanno l’estrema necessità di segni, e non solo di segnali.
E a proposito di quitidianità, non pensi l’antimafia politica che gli elicotteri coi quali sorvoleranno San Luca e l’entroterra locrideo martedì rientrino nell’alveo dell’ordinarietà del nostro comparto Sicurezza.
Qui i mezzi di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che dovrebbero presidiare il territorio hanno oltre duecentomila chilometri. Qui giovani e promettenti investigatori sono messi a fare posti di blocco e servizio d’ordine anziché svolgere (e portare a termine) le tante indagini i cui fascicoli popolano copiosamente le nostre caserme e i nostri commissariati. E, ovviamente, inutile dire che spesso, sono gli stessi agenti e militari ad anticipare i costi dei rifornimenti di carburante per i mezzi di pattuglia, e poi quelli per carta, toner, eccetera.
Quindi, apprezzabile la volontà della Bindi di voler andare a Polsi, ma se davvero vuole dare un segno tangibile dell’attenzione del Parlamento verso la Calabria, rinunci agli elicotteri e torni qui con i suoi colleghi a settembre, alla festa della Madonna della Montagna. Siamo certi potrà essere scortata sino al Santuario da tutte le donne e gli uomini calabresi perbene. A piedi si intende.

Aldo Pecora

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