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Una lettera ad Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro

(foto “Panorama”)

In merito al caso De Magistris, ho scritto una lettera-replica a Di Pietro assieme a Sonia Alfano e Rosanna Scopelliti.

Esimio Onorevole Di Pietro,
ci segnalano dal nostro osservatorio web del Movimento un recente intervento della signora Ida Annamaria Rotella, cancelliere presso il Tribunale di Catanzaro. Pur apprezzando lo “spirito” che anima le intenzioni della signora Rotella e che traspare evidentemente nella lettera da Lei pubblicata sul Suo blog nella giornata di ieri, non possiamo però esimerci dal replicare alle richieste – legittime – che la Sua lettrice sottopone tirandoci in ballo direttamente come Movimento.
Come Lei saprà, come sanno le poche associazioni calabresi “vere” riunite nel Comitato Pro De Magistris, come sanno i ragazzi e le ragazze dei Meetup di Beppe Grillo, come sanno anche molti militanti del Suo partito, abbiamo in questi mesi tutti insieme animato gran parte delle mobilitazioni a sostegno del Pm Luigi De Magistris, raccogliendo decine di migliaia di consensi sia in termini di firme sia in termini di gente, in grandissima parte giovani, fatti scendere nelle piazze calabresi e che hanno riempito in ogni ordine di posto gli auditorium, i cinema ed teatri di mezza Italia (basti pensare all’iniziativa “Break the Mafia” al Teatro Carcano di Milano, alla quale anche Lei ha partecipato in prima persona).

Sino all’ultimo, ad ogni seduta/rinvio del Csm, siamo stati presenti fisicamente a Roma davanti Palazzo dei Marescialli, sacrificandovi generosamente i nostri impegni lavorativi, di studio, familiari ed economici (ci chiediamo legittimamente dove fosse la signora Rotella in questi casi), il più delle volte constatando sulla nostra pelle la crescente indifferenza nei confronti di tutta la vicenda De Magistris non solo degli organi di stampa, ma anche – e questo è davvero preoccupante – dei cittadini, della società civile, che oramai sembra aver “delegato” a noi, a Lei, ai Meetup di Grillo, l’avanguardia della protesta contro l’ex Ministro della Giustizia Mastella ed il sostegno a De Magistris.

E’ proprio questo il “gap” da colmare, caro Di Pietro, e Lei lo sa bene. Manca, purtroppo, una vera democrazia partecipativa e questo costituisce un corto-circuito sociale, alla luce soprattutto di quanto scaturito negli ultimi tempi in termini di partecipazione dei cittadini, di presa di coscienza diretta e collettiva – almeno apparente – che le diverse Caste della politica, dei giornali, della magistratura, stavano affossando il Paese e che bisognasse riappropriarsi del Primato della democrazia e delle Istituzioni.

Non è sulle deleghe in bianco, sui Masaniello di turno, sulle “chiamate alle armi”, che possiamo impostare qual si voglia percorso di riscatto, di riemersione dai problemi della Calabria e di tutta Italia. E da persone che queste cose non vogliono solo predicarle ma praticarle non possiamo né ammettere né permettere che si diffonda questo sentimento nel Paese. Devono essere i cittadini, la società civile, i professionisti, gli studenti, i lavoratori precari, a mettersi in gioco in prima persona!

A chi adesso si sente sconfitto, a chi come noi ha anche pianto ingenuamente non appena saputo della sentenza di condanna del Csm, a chi si è indignato nel vedere l’arroganza del Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro che pur condannato ed interdetto dai pubblici uffici offre cannoli e spumante ai propri amici per “festeggiare” la condanna, a chi ha sentito Mastella affermare pubblicamente che “il Governo non lo ha fatto cadere l’Udeur ma il procuratore di Santa Maria Capua Vetere”, a tutti i cittadini indignati di fronte alla tracotanza che traspare in maniera ormai palese da esempi come questi, chiediamo di non gettare la spugna perché forse avremo tutti perso una battaglia, ma abbiamo capito che probabilmente abbiamo sbagliato a chiedere e credere nell’indipendenza del potere giudiziario, abbiamo capito che forse troppa Italia parla ceppalonico, ma mai possiamo arrenderci.

Domani saremo a Palermo, speriamo in migliaia, affinché Cuffaro capisca che farebbe meglio a dimettersi, nelle prossime settimane torneremo a Catanzaro, con De Magistris. La strada è ancora lunga, ma la guerra per la riaffermazione dello Stato di Diritto nel nostro Paese è ancora tutta da giocare.

Con stima,

Aldo Pecora, Sonia Alfano, Rosanna Scopelliti
Coordinamento nazionale Ammazzateci Tutti

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