Il 9 agosto ricorreva il ventesimo anniversario dall'assassinio per mano mafiosa del giudice Antonino Scopelliti, eroe calabrese ed italiano dimenticato. Noi di Ammazzateci tutti e sua figlia, Rosanna, lo abbiamo ricordato per quattro giorni a Reggio Calabria con oltre quaranta ospiti tra istituzioni e società civile. Dov'erano i media nazionali? Dov'erano i Tg? Dov'erano i vari Repubblica, Corriere, La Stampa, Il Giornale, Fatto Quotidiano, eccetera? E lo chiedo soprattutto...
In questi giorni sta andando in onda su tutte le reti lo spot della nuova campagna istituzionale della Regione Calabria, con protagonisti due inediti Bronzi di Riace. Ovviamente non mancano le polemiche. Io invece, la trovo simpatica ed efficace, certamente avanti anni luce rispetto all'indegna e multimilionaria campagna ideata da Oliviero Toscani, che con il suo inutile quanto triste "gli ultimi saranno i primi" ha inferto il colpo di grazia all'immagine di una regione e di un popolo...
Festeggio l'Italia, l'Italia indignata. L'Italia dei ragazzi del '99 e dei ragazzi di Nassiriya. L'Italia di chi ci crede. Festeggio l'Italia, l'Italia della lotta e della speranza. L'Italia di Scopelliti, Falcone e Borsellino. L'Italia di Moro, Ambrosoli e Alessandrini. L'Italia a Piazza Fontana, l'Italia sul Rapido 904, l'Italia alla stazione di Bologna. L'Italia a L'Aquila, a Reggio e Messina. L'Italia in Irpinia, l'Italia sul Vajont. Festeggio l'Italia, così com'è. L'Italia...
La Fondazione Antonino Scopelliti e l'Amministrazione comunale di Villa San Giovanni insieme per la legalità. "Uniti per Nino Scopelliti" è, infatti, il titolo dell'iniziativa congiunta che vuole legare la città e la Fondazione intitolata al giudice ucciso il 9 agosto 1991 in un impegno sinergico in memoria dell'alto magistrato in vista del ventesimo anniversario dalla sua uccisione per mano mafiosa. La manifestazione d'apertura si terrà domani, 17 dicembre 2010 alle ore 10.00,...
ROMA, 6 DIC 2010 - "Oggi ci sarebbero tutte le condizioni per portare a giudizio la 'ndrangheta, il versante calabrese, per l'uccisione del giudice Antonino Scopelliti". E' quanto ha affermato stamane ai microfoni di 'La bellezza contro le mafie' su Radio 1 Rai il leader di Ammazzateci Tutti, Aldo Pecora, presentando in anteprima nazionale "Primo sangue" il suo libro inchiesta sul caso Scopelliti appena pubblicato da Rizzoli Bur. "E' paradossale - ha detto Pecora intervistato dalla conduttrice...
Quando, dopo diversi mesi dalla morte di papà, trovammo la forza di rientrare a casa, in via della Scrofa, ricordo di aver sentito come mai prima il suo profumo in ogni cosa. Papà odorava di sigarette, caffè e dopobarba. Sempre. Dalla mattina alla tarda notte quando, tra una pausa dal lavoro e un toast al formaggio, si avvicinava al mio letto per sincerarsi che stessi dormendo. Quella sera però la piccola casa del centro che profumava di papà era tristemente e inesorabilmente...
Il 9 agosto 1991 il giudice Antonino Scopelliti veniva ucciso in un agguato a Campo Calabro, lasciando la moglie e la figlia di sette anni, Rosanna, della cui esistenza, per motivi di sicurezza, pochissimi sapevano. La morte di Scopelliti, impegnato in quei giorni in Cassazione per il maxiprocesso di Palermo, apriva di fatto la stagione delle stragi, il duro e ambiguo confronto tra Stato e mafia che avrebbe portato, poco dopo, alle morti di Falcone e Borsellino. Iniziava così una collaborazione...
Il 4 novembre, festa dell'unità nazionale del nostro Paese, è divenuto per la Calabria il giorno della Speranza. Dopo decenni nei quali non avevamo avuto il coraggio di guardare la paura dritto negli occhi, dopo decenni nei quali i calabresi sembravano rassegnati all'ineluttabilità della disfatta, dopo decenni nei quali ogni famiglia aveva cresciuto una figlia di nome Rassegnazione, il 4 novembre 2005 i calabresi hanno fatto la loro piccola rivoluzione. Senza armi, senza i missili terra-aria...
Non tutti si rassegnano alla mafia, al nord. Non si rassegnano, ad esempio, i ragazzi di "Ammazzateci Tutti" di Busto Arsizio (ce ne sono anche là) che invitano gli studenti a presentarsi con magliette "no crime no violence" al tribunale in cui si processano i (presunti) mafiosi. La cosa solleva qualche scandalo. Qualcuno si sta arrabbiando, a quanto sembra. E non solo fra i pacifici lombardi... La maxi-operazione “Crimine”, la più grande della storia dell’antimafia reggina, conferma...