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I cugini di bitcoin. Ethereum: Cos’è, come funziona, pregi, difetti e miracoli

Vi racconto in parole povere cos’è Ethereum, chi l’ha inventato, cosa sono gli smart contract e le sfide che la piattaforma ha davanti

I cugini di bitcoin. Ethereum: Cos’è, come funziona, pregi, difetti e miracoli

Secondo uno studio del Ministero dell’Industria e dell’Informazione tecnologica cinese sulle piattaforme di criptovalute, Ethereum è prima per la sua affidabilità. Bitcoin solo tredicesimo.

Molti storceranno il naso di fronte a questo giudizio. Tuttavia, sarebbe un mero esercizio retorico soffermarsi tra chi è “meglio”, se il papà Bitcoin o uno dei figliocci/cuginetti Ethereum. Su Reddit le conversazioni sull’argomento sono già tante e non conducono a nessuna conclusione. Per fare un esercizio un po’ più utile a chi legge, e magari non ha ancora molta dimestichezza con queste innovazioni potremmo provare analizzare le principali novità che Ethereum ha introdotto nell’ecosistema crypto, e di come queste siano state adottate dalle aziende, contribuendo ad espandere la cultura della blockchain nel mondo.

In questo post ti racconto come nasce Ethereum, che novità ha portato nel mondo dei crypto-assets e quali sono le sfide maggiori che ha di fronte per il futuro

Il founder di Ethereum, Vitalik Buterin

Il founder di Ethereum, Vitalik Buterin

Chi è Vitalik Buterin, il papà di Ethereum

Leggendo le sue conversazioni su Twitter, Vitalik Buterin sembra uno di quelli che non hanno paura di dire ciò che pensano. Oggi ha acquisito quella consapevolezza che da giovanissimo ancora non poteva avere.

Genio informatico fin da piccolissimo, quando vince tornei su tornei di matematica, già gioca con i computer e con Excel. Lui nasce a 100 km da Mosca, ma il caso lo vuole che finisca proprio in Canada, trasferitosi lì con la famiglia.

Allora Vitalik ha solo 6 anni. Suo padre, un brillante informatico, cambia lavoro e trascina con sé tutta la famiglia. Dmitry Buterin, questo è il suo nome è una figura fondamentale per Vitalik. Oggi gestisce un incubatore per startup (Blockgeeks Lab).

Dmitry ha sempre creduto nel talento di suo figlio. Quando lui lo informa della decisione di lasciare l’università, non batte ciglio. “Sarà tutto più difficile, con il tuo talento potresti lavorare in Google o in Apple, ma imparerai molto di più”, dice al figlio.

A Toronto Vitalik incontra l’uomo che gli avrebbe cambiato la vita. Si chiama Anthony Di Iorio, un imprenditore attratto dal mondo delle criptovalute, che crea un evento in un pub, il Pauper’s, per parlare proprio di Bitcoin, una tecnologia che attrae da sempre il giovane Vitalik che ha creato proprio una rivista ad hoc, appena un anno prima con un amico rumeno, il Bitcoin Magazine.

Anthony Di Iorio

Anthony Di Iorio

Quando nasce Ethereum (la storia ufficiale)

Le riunioni di Di Iorio sono per il giovane la possibilità di confrontarsi. Lui ha già delle idee rivoluzionarie: ha in testa una nuova blockchain semplificata da un linguaggio di codifica in grado di risolvere diversi problemi computazionali.

Di Iorio è anche fondamentale perché offre a Vitalik l’ingresso privilegiato verso un network di imprenditori, come Joseph Lubin e poi i fratelli Winklevoss, quelli famosi che hanno intentato causa contro Facebook, ai quali Vitalik presenta la sua Ethereum.

I soldi per partire gli arrivano da una borsa di studio: 100mila dollari che gli consentono di lavorare alla versione beta che lancia a metà del 2015. Intanto, al progetto si aggiungono altri personaggi di spicco, come lo sviluppatore Jeff Wickle.

I soldi, tuttavia, finiscono presto. Vitalik attraversa la fase più complessa del progetto, sta accumulando debiti su debiti per avvocati e viaggi (vive tra Toronto e la California).

Come fare allora a trovare i fondi necessari? Per aggirare gli ostacoli normativi, su equity o debito, decide di creare un prodotto: ether, appunto. Gli ether avrebbero reso la piattaforma appetibile per gli investitori.  E al contempo sarebbero stati un incentivo per gli sviluppatori della piattaforma a scrivere un codice sempre più efficiente: tutte le transazioni basate su Ehereum, avrebbero richiesto ether.

Gli ether consentono a Vitalik di lanciare la sua ICO, la raccolta di fondi per nuovi progetti nell’ambito delle criptovalute.  Ethereum è un successo: vende 2mila ether al prezzo di un bitcoin. Raccoglierà poi 31mila bitcoin, del valore allora di 18,4 milioni di dollari americani.  Il suo progetto potrà esistere.

Come funziona Ethereum (e in cosa è diverso da Bitcoin)

Alla conferenza a Shanghai che ha raggruppato nel 2016 tutti gli sviluppatori di Ethereum, Vitalik fa un pitch per spiegare cos’è Ethereum e qual è il valore del progetto.

La tecnologia di Ethereum è diversa da Bitcoin. Il tempo di sviluppo di un nuovo blocco è di 12 secondi, mentre per Bitcoin siamo intorno 10 minuti. Altra differenza è l’offerta monetaria, se oltre i 2/3 di bitcoin sono stati estratti, per gli ether siamo a meno della metà. Tuttavia, la novità di maggiore rilievo si chiama “smart contract“.

Gli smart contract (cosa sono e come funzionano)

Per capire Ethereum e le novità che ha apportato, bisogna partire dal concetto di smart contract. In soldoni, gli smart contract consentono di stipulare veri e propri contratti tra privati, della più svariata natura, attraverso un linguaggio di programmazione.

La differenza tra i contratti tradizionali e quelli “smart” è di una maggiore velocità nell’esecuzione e dell’impossibilità di modificarli via blockchain, quindi di favorire episodi di truffa o corruzione. Insomma, laddove la legge è flessibile, i software sono rigidi. Laddove la legge ha bisogno di tempi e intermediari per realizzare i suoi obiettivi i software risultano indipendenti.

Alcuni esempi

Una delle prime applicazioni è stata quella dei rimborsi per i ritardi aerei. Immagina l’iter tradizionale del rimborso (le lungaggini del caso, scartoffie da compilare ecc) e ora prova a ripensare lo stesso progetto via smart contract. Tu stipuli il contratto con la compagnia aerea via Ethereum. Al verificarsi dell’evento, appunto il ritardo, i soldi ti vengono restituiti immediatamente, il tempo che un software si colleghi a quelli dell’aeroporto e verifichi così lo stato reale del ritardo!

Una rivoluzione che può applicarsi a tutti gli ambiti in cui c’è un contratto tra privati, eliminando gran parte degli intermediari, si pensi a quello che questo vorrebbe dire nell’ambito delle polizze auto.

Grazie al meccanismo degli smart contract, Ethereum mostra di essere multifunzionale. Mentre Bitcoin viene considerata da molti analisti come una tecnologia dedicata al payment, Ethereum si declina in mille usi, dai mercati finanziari, ai sistemi elettorali, al crowdfunding, fino alla proprietà intellettuale.

Quanto vale Ethereum (e le prossime sfide)

Secondo Statista nel primo trimestre del 2018, Ethereum ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 38,91 miliardi di dollari! Cifre incredibili che rendono il timone dell’azienda sempre più difficile da governare. Lo sa bene Vitalik che negli ultimi tempi si trova a gestire più di un grattacapo.

Dalle richieste della community che vorrebbero un fork per modificare il codice, per contrastare i sempre più sofisticati ASIC, strumenti che facilitano il mining e secondo molti dopano il mercato. Ai tentativi di toglierli lo scettro: come il presunto meeting segreto che si sarebbe tenuto da alcuni membri influenti della community alle sue spalle, poi smentito.

Dalle dApp ad Amazon

Fino al problema delle dApp, le applicazioni decentralizzate create sulla blockchain di Ethereum. Alcune di queste, rilasciate nelle scorse settimane, hanno rallentato la Rete e alzato il prezzo delle commissioni, soprattutto quelle in ambito gaming. Una circostanza pericolosa proprio in un momento cruciale.  

Dopo la scelta di Amazon WS di usare la blockchain Ethereum e Fedex che ha svelato i suoi piani per costruire uno strumento logistico proprio sulla piattaforma, Vitalik deve dare prova di stabilita.

E rispondere con i fatti alle critiche di chi mette in discussione l’utilizzo la scalabilità della sua creatura.

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