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Blockchain

La Banca centrale inglese emetterà una sua criptovaluta

In un webinar lo scoop del governatore della Bank of England: “stiamo lavorando per emettere una nostra criptovaluta”. C’è un super-gruppo (con dentro anche la BCE) per creare valute digitali delle banche centrali (CBCD)

La Banca centrale inglese emetterà una sua criptovaluta

La Banca centrale del Regno Unito (Bank of England) ha annunciato la possibilità di lanciare una sua valuta digitale.

Parlando durante un evento online, il governatore Andrew Bailey ha detto nel corso di un webinar rivolto agli studenti britannici che “stiamo esaminando la questione, potremmo creare una valuta digitale della Bank of England”, indicando l’adozione della stessa entro “qualche anno”.

Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey

Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey

Già numero uno della Fca (la Consob britannica) dal 2016, Bailey è alla guida della Banca d’Inghilterra (una delle più antiche banche del mondo) da quattro mesi. Già consegnato alla storia come un “traghettatore”, poiché dalla sua gestione passerà l’uscita della sterlina dall’Europa.

Cosa sono le CBDC (e chi c’è nel super-gruppo che le svilupperà)

Una Valuta Digitale della Banca Centrale (CBDC è l’acronimo di Central Bank Digital Currency) è la forma digitale della valuta “fiat” di un Paese, ed al tempo stesso anche un “credito” nei confronti della Banca centrale. Invece di stampare denaro, la Banca centrale emette monete elettroniche o conti garantiti dalla piena fiducia e credito del governo.

Il mercato delle CBDC è già terreno di confronto per molte banche centrali, non solo occidentali. Tanto che molte si sono riunite in un unico gruppo, comprendente Bank of Canada, Bank of Japan, European Central Bank, Sveriges Riksbank of Sweden, Swiss National Bank e Bank for International Settlement.

La ricerca congiunta ha lo scopo di “condividere le esperienze mentre (le stesse, ndg) valutano l’adozione di valute digitali della banca centrale nelle loro giurisdizioni di origine”.

Non è ancora molto chiaro se e come le Banche decideranno di emettere queste valute digitali su blockchain, ovvero sul registro distribuito e “pubblico”, oppure se intenderanno sviluppare delle DLT, ovvero utilizzare per queste monete elettroniche la medesima tecnologia che fa funzionare bitcoin, ma stabilirne l’emissione e le transazioni su una rete privata (e quindi “governabile”).

Arrivare prima di Facebook

C’è da credere che abbiano anche abbastanza fretta, perché Facebook metterà presto nelle tasche di miliardi di cittadini in tutto il mondo la sua criptovaluta, Libra. Col rischio che le banche centrali possano vedersi in qualche modo erose le loro sovranità in termini di politiche monetarie.



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