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“Il Fintech oltre la pandemia”. Aldo Pecora ospite di Radio 1 Rai

Cosa succederà nel mondo del denaro dopo la crisi del coronavirus? Cresceranno i pagamenti online, visti i rischi di contagio con le banconote? Aumenteranno le raccolte di fondi sul web? E che ruolo giocheranno le intelligenze artificiali nell’amministrare i nostri risparmi e i nostri investimenti? Sono le domande al centro di questa puntata.

“Il Fintech oltre la pandemia”. Aldo Pecora ospite di Radio 1 Rai

  • Red

Dalla recessione del 2008, col fallimento delle grandi banche americane e la carenza di servizi, ha preso il via la rivoluzione digitale della finanza e l’arrivo di forme innovative per pagare, investire e prendere i soldi in prestito. Cosa succederà nel mondo del denaro dopo la crisi del coronavirus? Cresceranno i pagamenti online, visti i rischi di contagio con le banconote? Aumenteranno le raccolte di fondi sul web? E che ruolo giocheranno le intelligenze artificiali nell’amministrare i nostri risparmi e i nostri investimenti? Sono le domande al centro della puntata, trasmessa in diretta su Rai Radio 1 sabato 16 maggio 2020.

Le banche cambieranno per sempre

“Il virus è stato il più grande acceleratore di trasformazione digitale anche e soprattutto per le banche – ha detto Aldo Pecora, giornalista ed esperto di finanza tecnologica – le quali un lato l’esigenza per le banche di trovare nuovi modelli di business, perché come sappiamo (e prima ancora del Covid) in filiale non ci va più nessuno, e dall’altro – a maggior ragione – dover reggere il passo con la grande offerta di servizi finanziari da parte di aziende tecnologiche ed in particolar modo delle cosiddette startup, del fintech”.

Come cambiano i servizi finanziari, secondo Aldo Pecora

Pagamenti elettronici. “Personalmente, anche prima del cosiddetto lockdown, avevo consigliato subito a tutte le persone a me care, in famiglia e tra amici, di pagare con carta anche i piccoli importi. Pensare che anni ed anni di incentivazione dei pagamenti elettronici non hanno mai fatto quanto due mesi di pandemia. Adesso tutti, anche la piccola frutteria sotto casa, hanno il Pos contactless, e devo dire che dal mio osservatorio noto anche dai parti dei commercianti particolare soddisfazione per questa tipologia di pagamenti “.

“E poi – ha aggiunto Pecora – un grande cambiamento nelle nostre abitudini di consumo è stato l’ecommerce. Lo vediamo dai numeri anche dell’indotto. Poste, ad esempio, ha aumentato le consegne del 15% rispetto al primo trimestre del 2019 (ricordiamo che Poste è il principale delivery di Amazon. Ma, secondo gli analisti, il vero boom è stato nella GDO, la spesa online, che ha segnato un +144%. In Italia sono circa 700 le imprese che vendono online, per un giro d’affari che vale oltre 6 miliardi. Sono pronto a scommettere sul raddoppio entro fine anno. Anche perché persino il gigante Amazon sta incontrando molte difficoltà ad evadere tutti gli ordini. Pensate che negli Usa hanno assunto quasi 200 mila lavoratori in più, ed anche in Italia circa un migliaio di posizioni aperte”.

Infine, i pagamenti digitali. Secondo il principale influencer fintech italiano, “pagare con lo smartphone, senza passare dalla banca o da una carta “di plastica” era già possibile prima, con commissioni pari a zero per le transazioni di piccolo importo (10-15€), figuriamoci se non lo saranno ancora di più adesso. Anche grazie al cashback che alcune di queste app mettono a disposizione degli utenti. Ovvero più acquisti fai utilizzando l’app e più ti restituiscono parte dei soldi che spendi. Un esempio è Satispay. Ma non dimentichiamoci che anche le grandi aziende tecnologiche, Apple, Facebook, Google, hanno loro servizi di pagamento, alcuni dei quali molto presto saranno attivi anche in Italia. Faccio un’anticipazione in esclusiva per Etabeta: presto (molto presto, probabilmente entro l’anno) potremo pagare con Whatsapp, Facebook e Instagram”.

Ascolta il Podcast

Ospiti:
Aldo Pecora, giornalista esperto di finanza tecnologica;
Pietro Cesati, fondatore di Soisy, sito che permette agli investitori di prestare soldi agli acquirenti di ecommerce e negozi convenzionati, consentendo agli acquirenti di ratealizzare i loro acquisti e ottenere un prestito a condizioni più vantaggiose rispetto al canale bancario tradizionale;
Elena Lavezzi, la prima italiana ad aver lavorato in tre unicorni, Uber, Circle e attualmente responsabile italiana di Revolut, la cosiddetta Spotify delle banche.

 

 

 

 



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